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Prima della “CAPRIOLA”

Alcuni mesi fa lessi un articolo su un quotidiano, in cui con molta enfasi e preoccupazione, metteva in evidenza, che i bambini/e delle elementari non erano in grado di eseguire la capriola (capovolta termine ginnico).

La capovolta è un movimento ginnico complesso, che si attua dopo un apprendimento di movimenti e coordinazioni di base, quali il rotolamento, la posizione della schiena e delle mani, la spinta delle braccia per far passare la zona cervicale e capo.
Si raggiunge questo movimento ginnico dopo un percorso di esperienze motorie molto vario, ecco spiegata in modo elementare il movimento della capovolta avanti.

E’ importante soffermarsi sul fatto che i nostri bambini hanno dei gravissimi deficit di apprendimento motorio degli elementi base, quali il cammino, la corsa, i salti, l’arrampicata e la coordinazione generale.

Perché questi deficit?
Perché i nostri bimbi/e non giocano più all’aperto, per strada e a scuola.
I loro giochi sono per lo più sedentari, perchè:
– non devono sporcarsi
– non devono farsi male
– non devono disturbare
ma soprattutto devono seguire i tempi frenetici dei genitori.

Si possono notare bambini che fino a 5 anni vanno a scuola in passeggino o in macchina.

Perché non farli andare a piedi?
Perchè vorrebbe dire seguire i loro tempi: fatti di curiosità, di domande, di fermate ad osservare, di corsa, di salti. Se lasciassimo libero un bambino questo farebbe!

Stiamo creando generazioni che non conoscerà il proprio corpo, che non saprà gestirlo, che non saprà relazionarsi con il mondo esterno in modo spontaneo e creativo.
Saranno generazioni che avranno la visione del loro corpo solo attraverso vissuti di gesti sportivi, automatici e ripetitivi.
Perché i genitori , iscrivono i figli in palestra ad attività sportive, in tenera età, per ovviare alla vita sedentaria.

Noi allenatori, insegnanti di ogni disciplina sportiva ci troviamo piccoli atleti a cui bisogna “insegnare” ciò che dovrebbe essere appreso spontaneamente, quindi le palestre diventano il cortile, il giardino, il marciapiede.

Dobbiamo creare esperienze che liberi il movimento, che stimoli la coordinazione, che sciolga le paure dell’altezza, del cadere, del saltare….insomma dobbiamo farli giocare!

Cari genitori e nonni, non bastano le due ore di palestra… il resto del tempo è vostro, fateli camminare, correre, saltare, arrampicarsi in grandi spazi all’aperto, fateli vivere le loro potenzialità senza imposizioni, nella piena libertà di sbagliare e di sperimentare .

Cresciamo bambini e bambine consapevoli, gioiosi e felici.

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