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Generazione digitale? Occhio (alla) postura!

Quando usate i mezzi pubblici, tram, metrò, sedetevi e osservate chi vista intorno, avrete modo di vedere questo scenario.

Molte teste inclinate in avanti , la mano sinistra regge lo smartphone , la destra digita in modo forsennato, in alternativa il viso a pochi centimetri dallo schermo che legge messaggi.

Osservando queste posture mi rendo conto, con un po’ di apprensione, che nei giovani ciò porterà un cambiamento a livello di assetto della colonna vertebrale per quel che riguarderà la zona cervicale e dorsale.

Come già spesso ho scritto, nelle mie brevi riflessioni , il cambiamento di una parte del corpo porta ad un assestamento di esso, quindi si adotteranno posture non fisiologiche ma di compenso, con l’inevitabile patologie alla colonna.

La mia mente viaggia nel tempo e vedo una generazione con dorsi curvi e colli protesi avanti e occhiali da miopi sul naso.

La vista avrà una grave perdita, questa non è una mia supposizione, ma sono le conclusioni di ricerche effettuate in tutto il mondo.

I Ragazzi/e stanno diventando miopi, perché fin dalla tenera età li abituiamo ad una visione ravvicinata e in piccoli schermi e non li abituiamo ad osservare, a muoversi, a guardare, a cercare in grandi spazi.

Questa modernità sta limitando il mondo alla nostra futura generazione, anche se può sembrare una contraddizione, visto che con un “click” siamo nello spazio o dall’altra parte dell’emisfero, ma il mondo dei bambini/e e dei ragazzi/e è quello che gli sta attorno, lo devono osservare, calpestare, viverlo, sperimentare attraverso il corpo, la vista e con tutti i sensi.

A volte , noi genitori/adulti, crediamo che i bimbi sviluppino grande intelligenza ad usare le nuove tecnologie , ma non è l’intelligenza che si sviluppa, solo automatismo.

L’intelligenza e la memoria si sviluppano tramite l’esperienza, il provare, lo sbagliare , mettendo così in atto tutte le nostre risorse e le nostre capacità di adattamento al mondo circostante, all’inizio sarà il corpo il veicolo della conoscenza e svilupperà e stimolerà la mente a creare collegamenti e soluzioni.

Attraverso uno sviluppo psico-motorio equilibrato crescerà la socializzazione, la collaborazione e l’accoglienza dell’altro perché l’esperienza di vita non si fa da soli!

La tecnologia fa parte di questa generazione e non bisogna negarla, dobbiamo solo conviverci senza farci sopraffare , aiutando la giovane generazione ad usarla come un utile “mezzo” di conoscenza, non come un surrogato di amico, di movimento, di spazio, di tempo.

Noi genitori/ adulti abbiamo il dovere di avere più responsabilità nell’uso delle moderne tecnologie, cerchiamo quando siamo insieme ai nostri figli , soprattutto i piccolini, di non parlare al telefono quando li portiamo in giro, ma parliamo con loro stimoliamoli ad osservare, facciamoli correre, giocare e noi insieme a loro, guardiamo il mondo con loro ed entriamoci con mente e corpo.

Cresciamo una generazione matura a gestire la modernità, nel rispetto del loro corpo e mente, aiutiamoli a vivere in modo sano e consapevole la loro crescita, che amino il loro corpo nella naturalità del gesto e del movimento, con una mente libera e serena aperta a esperienze, curiosa di conoscere felice di crescere ed essere parte di questo mondo.

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