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Affettività e sessualità negli anziani

Laboratorio per la prevenzione alle malattie sessualmente trasmissibili.

 

Quando mi è stato proposto di condurre questo laboratorio, la mia prima reazione è stata di spavento, ma dopo pochi secondi, ho pensato che era una bella sfida e io amo le sfide, perchè ti permettono di uscire dalla routine professionale, ti permettono di scoprire nuove energie e soprattutto di crescere come persona e come professionista, e questo mio intervento non è solo per spiegare il lavoro svolto ma è un ringraziamento al gruppo, che con la loro partecipazione mi hanno  permesso questo.

Per costruire il lavoro mi sono fatta condurre da due pensieri che sono i capisaldi dei mie interventi con gli anziani:

 

1. Il vero problema non è invecchiare, ma invecchiare bene.

2. L’amore è una ragione di vita.

La vecchiaia va considerata in modo positivo, come una vittoria e non come una sconfitta una vittoria contro il tempo e contro la morte, dobbiamo riuscire a considerare l’età della senescenza come un periodo di modificazioni e non di perdite, quindi armonizzare queste modificazioni con il cambiamento e con la ricerca di nuovi atteggiamenti che portino a trovare nuovi spazi,  nuovi tempi, che sia” il mio tempo”,” il mio spazio”.

 

Forti sono i pregiudizi sulla sessualità e sulla affettività nell’anziano, c’è stupore, meraviglia o addirittura fastidio e repulsione nell’ammettere una sessualità corporea ricca e viva oltre una certa età, fin da fargli assumere l’aspetto dell’osceno o del ridicolo, non è altro che il frutto di un’ influenza culturale e sociale negativa e a volte è lo stesso anziano a crederci ed a partecipare attivamente a questo disconoscimento di bisogni.

L’amore è una ragione di vita: si ha bisogno di sentirsi amati ed essere oggetto di attenzioni ed affetto, senza di essi c’è la solitudine che è una delle condizioni più difficili in vecchiaia, la possiamo quasi considerare una malattia.

Siamo tutti pronti a riconoscere che esistono molti pregiudizi nei confronti della sessualità senile, perchè della sessualità si ha un’idea molto riduttiva di un unione di due corpi, mentre è l’incontro tra due persone.

 

E’ l’importanza di scambiarsi, baci, carezze, dolcezza, tenerezza, è comunicare con l’altro, è espressione del bisogno profondo di amore che ha ognuno di noi.

Si deve anche superare l’idea della bellezza fisica come molla che spinge due persone ad unirsi, ma la sessualità è una relazione a più livelli, una persona può essere attratta più che dalla bellezza dell’altro, dalla sua intelligenza, dalla sua cultura, dal suo umorismo, dal suo carattere, dalle sue abitudini.

Importante per l’anziano avere chiaro che la sessualità deve essere in funzione dell’anziano e non l’anziano in funzione della sessualità.

 

E’ fondamentale per la persona conoscere le modificazioni psichiche e fisiche della sua vita sessuale ed accettarle. La persona che non accetta d’invecchiare, invecchierà ugualmente ma male, sarà sempre sconfitta e delusa.

Otto sedute intese dove con fatica, timore, queste persone si sono rivelate, si sono studiate e hanno donato parte di loro per condividerla con altri coetanei, che hanno avuto forse meno coraggio, ma che vedendo lo spot creato non potranno che condividerlo e forse se ci sarà un occasione futura a partecipare.

 

Abbiamo parlato di affettività, d’invecchiamento, di corpo, di voglia di vivere, di coppia, di sessualità.

Il coinvolgimento è stato totale per i due mesi d’incontri, al termine di ogni seduta noi conduttori davamo spunti di discussione per l’incontro successivo, quindi per tutta la settimana in qualche modo avevano dei momenti in cui dovevano pensare alla seduta,e i loro pensieri venivano trascritti e letti la volta dopo.

La loro partecipazione è stata intensa, costruttiva, serena, con spunti di discussione sempre nuovi, profondi ed originali, ciò a permesso di instaurare un rapporto di fiducia tra loro compagni e tra noi conduttori, mai un momento di silenzio, d’imbarazzo, solo tanta voglia di scambiare pareri,opinioni ed esperienze.

 

Nell’incontro di presentazione del laboratorio la dott.ssa Iardino e il dott. Gori ci parlarono dell’importanza della prevenzione per l’aumento di contagi tra gli anziani,noi siamo convinti che la prevenzione ci deve essere, forse lo potrà fare questo semplice spot, questo incontro finale, ma la miglior prevenzione è secondo noi dare agli anziani la possibilità di incontrarsi , parlare, scambiare, condividere, paure e frustrazioni. La miglior prevenzione è la condivisione, avere un gruppo che media e ti appoggia e scoprire che i tuoi problemi sono uguali agli altri, che parlare aiuta a superare,a conoscere a evitare situazioni pericolose.

 

“Come dovrebbe essere una società perchè nella sua vecchiaia un uomo possa rimanere tale? La risposta è semplice: bisognerebbe ch’egli fosse sempre stato trattato come un uomo”  S.De Beauvoir la terza età

 

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